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Nuove regole per i contributi all’affitto



Pubblicato giovedì 5 Novembre 2009
Da: Marco Carniani
Lingua: italiano

Parole chiave Diritto alla casa  
 

 
Approvate dall Giunta Regionale le nuove procedure per la gestione del fondo per l’affitto, che ammonterà a 4milioni 500mila euro. Le risorse saranno destinate dalla Regione Umbria per contribuire alle spese di affitto come previsto nel Piano di edilizia residenziale pubblica del triennio 2008/2010.

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Diritto alla casa

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche sociali e abitative, Damiano Stufara, ha approvato i criteri e le modalità procedurali di gestione del Fondo, frutto di una ampia concertazione con i Comuni di Perugia e Terni, i sindacati degli inquilini e le associazioni della proprietà edilizia. “Si tratta di uno strumento nuovo, sperimentale ed innovativo, per contribuire a fornire risposte più efficaci al disagio abitativo, in crescita in Umbria come nel resto del Paese, che non rende pienamente esigibile un diritto fondamentale come quella alla casa", ha dichiarato l’assessore Stufara. L’Umbria sarà, così, "la prima Regione in Italia a sperimentare uno strumento simile che si prefigge di intervenire su una parte della società regionale, cioè quelle persone e quelle famiglie che vivono sulla propria pelle il paradosso di avere un reddito troppo alto per vedersi assegnare un alloggio a canone sociale (casa popolare) e, allo stesso tempo, troppo basso per poter sostenere il costo di un affitto sul libero mercato”. Con la nuova procedura la Giunta Regionale intende ridurre il costo dell’affitto favorendo contestualmente l’incontro tra proprietari che intendono concedere alloggi in locazione e nuclei familiari in condizioni di bisogno abitativo. Una volta raggiunto almeno il numero minimo di 50 alloggi per ciascun capoluogo, le ATER provvederanno a predisporre un avviso pubblico per l’individuazione degli affittuari.

In base al disegno della Regione Umbria potranno accedere al fondo i nuclei familiari che possiedono i seguenti requisiti: 1. il non possesso (impossidenza) di alloggi; 2. un reddito annuo complessivo (secondo la dichiarazione dei redditi del 2008) tra 8mila e 30mila euro, sia da lavoro dipendente che da lavoro autonomo o misto; 3. il conduttore (cioè chi prende la casa in affitto) non dovrà essere legato da vincoli di parentela sino al terzo grado con il proprietario contraente;

Il contratto di affitto viene stipulato tra proprietario ed inquilino e il canone di locazione sarà di tipo concordato. Qualora l’offerta di alloggi risulti notevolmente inferiore alla domanda e tale da non poter soddisfare tutte le richieste pervenute, l’ATER potrà valutare l’opportunità di reperire sul mercato alloggi da affittare a canone libero.

Il proprietario dell’alloggio affittato secondo i criteri del canone concordato ha diritto ad un incentivo “una tantum” pari a 1.500 euro da richiedere entro 15 giorni dalla registrazione del contratto. La richiesta andrà fatta presso le ATER, previa presentazione di copia del contratto debitamente registrato e compilando un modello appositamente prestampato. Nel caso in cui l’inquilino sia moroso, le ATER offriranno al proprietario una granzia fino ad un massimo di 6 mensilità consecutive del canone. Se la locazione ha per oggetto un alloggio mobiliato la garanzia si riduce ad una sola mensilità del canone stesso.

Per gli inquilini viene stabilita una percentuale ideale di incidenza canone/reddito pari al 24%. Qualora il canone annuo dell’alloggio incida sul reddito del nucleo familiare in misura inferiore rispetto alla percentuale stabilita, l’Ater non corrisponde alcun contributo all’inquilino, il quale, quindi, paga interamente il canone d’affitto. In tal caso il conduttore potrà beneficiare unicamente di un’agevolazione “una tantum”, pari all’importo del deposito cauzionale versato al proprietario, da richiedere entro 15 giorni dalla registrazione del contratto. Nel caso in cui l’incidenza canone/reddito sia superiore alla percentuale stabilita, allora si determinerà il contributo mensile sulla base dell’eccedenza percentuale fino ad un massimo di 250mila. Tale contributo mensile sarà corrisposto dall’ATER all’inquilino per 3 anni e pagato con cadenza bimestrale posticipata previa presentazione della ricevuta di pagamento del canone di locazione. Anche in questo caso l’inquilino ha diritto all’incentivo “una tantum” pari all’importo del deposito cauzionale versato al proprietario, da richiedere entro 15 giorni dalla registrazione del contratto. Il contributo viene corrisposto sia nel caso di canone “concordato”, determinato ai sensi dell’art. 2 della legge 431/98, che di canone libero, determinato ai sensi dell’art. 3 della stessa legge.

Ricordiamo che in base alla Legge 94/90 (Pacchetto Sicurezza) gli immigrati, per ottenere la residenza, quindi per poter accedere ai contributi per l’affito, dovranno avere un’abitazione che rispetti i requisiti di abitabilità (di competenza del Comune) ed igenico-sanitiari (di competenza della ASL). Per maggiori informazioni su quest’ultimo punto rivolgetevi allo Sportello per gli immigrati più vicino.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a rivolgervi all’ATER locale: TERNI PERUGIA

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